Un blog dal passato

Nato nel 2003 come uno dei primi blog didattici per alunni di Scuola Primaria (se non il primo...), diventa nel 2006 un blog di segnalazioni di risorse online e di software didattici free per docenti e alunni delle Scuole dell'Infanzia, Primaria e Secondaria di 1° grado.

Glossario di geografia.

10 novembre 2007


Schermata iniziale.

Il programma "Glossario di geografia", di Giuseppe Bettati, consente agli alunni della Scuola Secondaria di primo grado di testare la propria conoscenza dei termini specifici della disciplina, proposti all'interno di varie sezioni.




Glossario forme superficie terrestre.


Si va dai termini specifici concernenti le forme della superficie terrestre...





Glossario orografia.

...a quelli riguardanti l'orografia...




Glossario idrografia.

...l'idrografia...



Glossario geografia.


...l'ambiente e altri argomenti ancora. Ogni volta, si tratta di far corrispondere il termine specifico corretto alla chiara definizione proposta.


Il programma "Glossario di geografia" è liberamente scaricabile dal sito dell'autore.

R. M.

6 commenti:

gio000 ha detto...

Altra ottima segnalazione!

Che a mia volta rilancerò :-)

grazie Rena'!

g

burgundo ha detto...

Prego, Giò! Buona domenica!


R. M.

nereide1 ha detto...

Bettati produce dell'ottimo software. Conosco diversi suoi lavori. E' comunque utile un pro-memoria!


Come te la passi, Renato?


Io sono prossima alla fusione, però mi diverto;) perchè sto conoscendo in rete tante persone in gamba.


Salutoni:)

burgundo ha detto...

Ciao, Annarì! Non c'è malaccio...E la rete è veramente piena di risorse...Anche se mi danno sempre più fastidio certi discorsi negativi sulla stessa...Non parliamo dell'articolo dell'altro giorno su Repubblica di Romagnoli circa i ragazzi e i blog... Gli è che troppi parlano senza conoscere o conoscendo male le cose...Ma è domenica, via, la finisco.

A presto!


R. M.

nereide1 ha detto...

Ho letto l'articolo di Gabriele Romagnoli e sono d'accordo con te.


Ho discusso proprio ieri con una mia amica sul contenuto di questo articolo.


Leggi cosa scrive in proposito, la mia amica. Condivido ogni parola e ogni virgola del contenuto:


"Ho letto l’articolo di Gabriele Romagnoli su Repubblica e sono rimasta a metà tra il divertito e il costernato.


Il giornalista dipinge un’ambientazione quasi fantascientifica fatta di delitti & orrori vari le cui trame sono anticipate tra i post dei blog e i video di youtube.


Con uno stile un po’ drammatico, fatto di proposizioni brevi e spezzate, snocciola una serie di luoghi comuni, butta qui e là qualche concetto filosofico con la passione di Don Chisciotte. Contro i mulini a vento.

L’articolo del suddetto giornalista si conclude con una frase degna, invece, dell’ultimo atto dell’Amleto shakesperiano:


“Guardami, sono solo, non ho niente da dire, ma dedicami la tua attenzione, ascoltami, leggimi, comprami o ti sparo e poi, forse, mi sparo”.

Vero è che molti blogger scrivono per egocentrismo su un impianto diaristico, ma strumentalizzare la vanità di rendere pubblici i propri scritti per costruire una fenomenologia ad hoc dei nuovi mostri mi sembra eccessivo. Non solo, mi sembra anche fuorviante, in quanto incanala ambiguamente le emozioni del lettore alimentando la paura del diverso che lui chiama “Altrove” e che semplicemente si chiama web.


Perché Gabriele Romagnoli probabilmente ignora che stiamo vivendo una potente transizione in cui la comunicazione sta diventando sempre più ramificata e globale, democratica e universale grazie a Internet.

Non si può negare che in questo vortice di partecipazione collettiva esista una minoranza disturbata che sfrutta i serivizi di condivisione della Rete per i propri deliri di onnipotenza. È ridicolo se non offensivo, però, pensare di attuare una generalizzazione tale da censire all’interno della Rete stessa un’alienazione potenzialmente criminale.


La verità, invece, è che tutti oggi possono fare comunicazione, tutti possono attingere a una molteplicità variegata di fonti e di esperienze personali: attraverso i motori di ricerca, oltre “le passioni e le perversioni” in comune, si può trovare non “uno spettacolo di seconda visione”, ma un’informazione di primissima visione che viene incontro ai cittadini, prima che ai quei settari dei blogger.


Cosa penserebbe il nostro giornalista se sapesse che esistono anche blog didattici, di e-learning e tecnologie educative?


E allora il blog non è “la rivincita degli esclusi”, ma più che mai degli inclusi, che rifiutano di saziarsi dei tradizionali mezzi di comunicazione e dei canti delle sirene pubblicitarie e all’interno della Rete e in funzione di essa cercano, leggono, approfondiscono, comunicano, interagiscono, si mobilitano, diffondono.


Fanno parte integrante della società e la arricchiscono apportando il loro contributo.

Ma come può un giornalista demonizzare la natura sorgiva del web quando il suo mestiere è proprio quello di curare la genuinità democratica dell’informazione?"

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Salutoni, Renato.


burgundo ha detto...

La tua amica non avrebbe potuto dire meglio: condivido al 100%!

Grazie, Annarita, e grazie alla tua amica!


R. M.