Un blog dal passato

Nato nel 2003 come uno dei primi blog didattici per alunni di Scuola Primaria (se non il primo...), diventa nel 2006 un blog di segnalazioni di risorse online e di software didattici free per docenti e alunni delle Scuole dell'Infanzia, Primaria e Secondaria di 1° grado.

A scuola nel Regno Unito.

29 maggio 2012


Francesca Frames pubblica un'interessante intervista a Miriam Paternoster (docente italiana che ora vive  nel Regno Unito) sulle istituzioni scolatiche inglesi viste soprattutto dal punto di vista di una mamma di tre ragazzi che le frequentano. Tra l'altro, Miriam, proprio in base a questa sua esperienza di mamma, si è di recente favorevolmente espressa nei confronti della pratica dei bollini e delle medagliette (qui oggetto del post precedente), lasciando un argomentato commento in materia sul blog Crescere Creativamente che qui riporto:
"Sono un’insegnante italiana che non ha mai utilizzato i “bollini” a scuola, ma ora vivo in Uk e i miei figli di 7-10 e 11 anni frequentano scuole inglesi dove questa pratica è un’abitudine ormai approvata da chiunque, insegnanti, genitori e allievi. Da quando sono qui cerco di capire perchè questo metodo da noi risulti quasi scandaloso e in moltissimi paesi europei e internazionali sia praticato serenamente senza timore di traumatizzare per sempre la vita dei bambini sottoponendoli a confronti e opinioni aperte. Non sarà che in Italia la meritocrazia non sembra un valore proponibile?
I voti, all’interno della classe li conoscono tutti, non nascondiamoci dietro ad un dito... e che c’è di male nel premiare chi è bravo? perchè chi è bravo deve quasi vergognarsi e non mostrare il suo “bollino” con fierezza? Il punto secondo me è un altro: in Italia le valutazioni non tengono conto dell’interezza della persona. Un bambino può avere altissime capacità comunicative/sportive/creative/di socializzazione ecc..., ma viene valutato per il suo livello di conoscenza della matematica, della lingua italiana o della geografia... Forse se cominciamo a premiare un bambino anche perchè in classe riesce ad essere socievole senza essere invadente, o ad impegnarsi al massimo in un’attività (indipendentemente dal risultato), ad aiutare un compagno, a rispettare le regole di un gioco o al risolvere un problema autonomamente...allora ci saranno bollini per tutti, non solo per quelli che rispettano le tabelle di marcia dei programmi ministeriali.
In questo la valutazione per competenze dovrebbe aiutare, ma finchè non si introduce una valutazione che tiene conto anche del comportamento, dell’impegno personali sarà difficile parlare di premi e bollini. Io vedo sui miei figli che le soddisfazioni elargite e condivise sono efficaci, è un messaggio positivo (non esistono bollini neri...) che invita al miglioramento. La “star of the week” può essere conquistata anche solo perchè si è aiutato un compagno infortunato a muoversi sulle sue stampelle durante quella settimana di scuola, viene consegnata dal preside nell’assemblea del venerdì di fronte a tutta la scuola e nessuno protesta, non ci sono genitori scandalizzati o bambini in lacrime perchè non hanno ricevuto premi, ci sono applausi e congratulazioni. Non sto a dire se l’autostima di quel bambino viene rafforzata più così o con un 10 sulla prova di scienze...
Grazie per lo spazio, mi piacerebbe confrontarmi ancora!".

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